Ordunque, miei cari ed affezionati lettori, mi accingo a narrare quanto accaduto, com’è da copione e tradizione, in quel di Porto Pino, giusto ieri, convenzionalmente chiamato “giorno di Pasquetta”. Orbene, dopo un nanosecondo di raccoglimento per l’assenza, ahimè più che giustificata causa lavoro und turnen, dell’Alchimista e della di lui consorte, del Signor Presidente e compagna, impegnati con pannolini e affini della loro meravigliosa bimba, con la Santa Donna – sempre sia lodata per quanto e come mi sopporta…- e la Locandiera partimmo infine alla volta della residenza estiva del Nobil Geometra, anche quest’anno ospitalissimo ospite, insieme alla di lui consorte, di tutti noi allegra brigata di ospiti ospitati (da loro). Giunti che fummo in loco, come già si disse Porto Pino, in provincia di S.Anna Arresi, ma son dettagli o quisquilie, nonostante lo sciopero dei tergicristallo del mio vetusto ma fedele mezzo, ci riunimmo, oltre che coi suddetti Nobil Geometra (e di lui consorte), col Sindacalista (e di lui consorte, più un prolo e una prola), col Marinaio (e di lui consorte, più uno anzi due proli) e… Basta. Ora, giacché il numero, rispetto alle passate edizioni della manifestazione, risultava così esiguo, (ma ancora aspettiamo i voti dall’estero e il riconteggio delle schede controverse…), Provvidenza volle che piovessero dal cielo, anzi, da Stoccarda (sempre al nord si trova…), tali Linda e Sebastian, specializzati in kaysurf o qualcosa del genere (chi sa come si scrive me lo scriva…) ma molto meno in burocrazia italo-teutonica: nello specifico, ESSI giravano come anime in pena intorno a ciò che il Nobil Geometra sapientemente arrostiva con insuperabile perizia e, anche, intorno a noi. Ora, dato che il Nobil suddetto, sospinto da gentil forza d’animo, abnegazione e spirito di sacrificio (traduzione: come e quando ce li togliamo dai c… questi?) era l’unico che conosceva qualcuno che conosceva qualcun altro nell’immancabile paesino poco distante , e che il vostro umilissimo Esseno era l’unico a conoscere qualche parola d’inglese più degli altri e che i malcapitati, pur essendo tedeschi, proprio nell’idioma della Perfida Albione si esprimevano a stento e, soprattutto, ancora NON avevano le chiavi dell’appartamento affittato tempo fa via Internet presso l’agenzia viaggi “Vinculiam e non venaccorget” , gestita dall’affidabilissimo Tony Ludovico Gennarino Esposito detto O ‘ Scurnacchiato, marchese decaduto di Castellammare di Stabia, sud, partimmo tosto tosto in missione internazionale. Come, chi? Ma il Nobil Geometra che aveva il fuoristrada, il voster semper voster Esseno che masticava l’inglese e i due disgraziati… Ehm, i due ragazzi. Ora, due parole su di loro: egli emaciato, proprio bianchiccio, tipo formaggino Tigre anche come consistenza. Lei caruccia, di colore, molto, molto sorridente… Ecco, leggenda vorrebbe che , fatto due più due, anzi, due meno uno, d’accordo col Nobil Geometra, durante il tragitto verso il paese ci si sbarazzasse dell’inutile emaciato e ci si dedicasse alla signorina… O addirittura che LE tedeschine fossero non una ma addirittura tre, bruna bionda e mora per non scontentare nessuno, conosciute mentre gentilmente si offrivano di pulire il parabrezza in un modo molto piacevole a guardarsi… Ma si sa, le leggende son leggende, lasciano il tempo che trovano…. Come per esempio, il Nobil Geometra, accompagnado l’emaciato all’interno di un hotel FORSE collegato all’agenzia viaggi di cui sopra, mi lasciò tutto solo dentro il fuoristrada con la sorridente Linda… Ma, come dicevamo, le leggende son leggende, inoltre dopo mi sarebbe toccato raccontare, soprattutto all’Alchimista e al Signor Presidente, che il Nobil aveva messo il mezzo ed io la lingua, al che non credo avrei fatto una bella figura…
Tornando alla realtà e saltando di palo in FRACCHIA, vi risparmio la solita mangiata pantagruelica per arrivare ad una… Premessa. Non mi ci ero soffermato prima, ma devo spendere due parole sulla moglie del Marinaio. Ora, poiché proprio per il Marinaio è IN CORSO una causa di beatificazione oltremodo giustificata, mi sovviene che alla signora in questione potremmo, di converso, assegnare un titolo, un’onoreficenza. E quale meglio di Lady Destroyer, dove ciò che viene distrutto, principalmente alle persone di sesso maschile, può benissimo essere identificato e senza nemmeno tanto sforzo d’immaginazione? Ecco, arriviamo ad uno dei momenti clou, più comprensibile dopo la premessa: TERRORIZZATO dalla notizia che a Lady Destroyer s’era rotto l’attrezzo vibrante e sussultante (testuali parole sue…) regalatole dal Marinaio (di lei consorte) e che quindi c’era anche la pur remota possibilità che ELLA da me si recasse a chiedere IMMANTINENTEMENTE dei pezzi di ricambio, dopo aver esclamato tre volte il più disperato dei “No!”, io e la sedia (in plastica) che fino a quel momento aveva sopportato – e supportato – il mio peso, rovinammo al suolo ignobilmente, prima tra il generale giubilo, poi, almeno per qualche istante, tra la serpeggiante preoccupazione della Santa Donna – sempre sia lodata la sua pazienza e sopportazione – che mi stava accanto e della Locandiera anche lei poco distante. Ripresomi completamente dopo pochi minuti – l’ernia non mi colpì, nonostante il titolo del pezzo! – ripresi anche a dissetarmi e nutrirmi, nonostante qualcuno, guardandomi di sottecchi, e anche di profilo, mi sussurrasse crudelmente:
- Sei anoressico?
Amen!

Il leone delle "Cronache di Narnia"... Era una battuta....